FLORESTA - IL TETTO DELLA SICILIA
Il borgo più alto dell'isola, tra neve, pascoli e antiche tradizioni. Una terra di contrasti e bellezza assoluta: in inverno un paesaggio da fiaba innevata, in estate una distesa infinita di pascoli verdi. Floresta è un luogo dove il tempo si ferma, il silenzio domina e la natura regna sovrana. Qui l'aria è più pura, il tempo più lento e l'anima più libera.

Scopri l'anima della montagna

Respiriamo a pieni polmoni nel Comune più alto di tutta la Sicilia. Siamo a Floresta, a 1275 metri di altitudine, ma non abbastanza in alto da sentirci meno piccoli al cospetto di sua maestà l’Etna, che sovrasta imponente l’intera vallata. L’aria rende tutto più buono, soprattutto nel mese di “Ottobrando”, la celebre fiera che richiama ogni weekend migliaia di turisti. Da quassù, nelle giornate più terse, si può scorgere il profilo delle isole Eolie e il golfo di Milazzo: che vista mozzafiato! Si ha davvero la sensazione di toccare il cielo con un dito.

Il piccolo borgo da record, incastonato tra le valli del fiume Alcantara e del torrente Mastropotamo (che terminano la loro corsa, rispettivamente, nei mari Ionio e Tirreno), incanta con le sue case in pietra impreziosite da decorazioni floreali e da figure faunistiche, balconi in ferro battuto e mensole scolpite; con le strade acciottolate che celano giardini segreti e fontane zampillanti; con i palazzi nobiliari che svettano e ci inducono a girovagare con il naso all’insù.

Dalla via panoramica Giuseppe Garibaldi godremo di una magnifica visuale: sovrastati dalla pineta, avremo Floresta ai nostri piedi e potremo saltare con lo sguardo sui tetti, sul campanile della Chiesa Madre e scivolare sulle pendici del vulcano più alto e attivo d’Europa. Noteremo che l’impianto urbanistico, sviluppatosi a partire dal 1750 intorno alla Chiesa Madre di Sant’Anna, ha la caratteristica forma “a pettine”.

L’origine del borgo risale alla dominazione spagnola, e le chiese sono il lascito del loro fervido cattolicesimo. Nel XIV secolo Floresta diventò feudo di Federico III d’Aragona, Re di Sicilia. Il 1619 rappresentò un momento di svolta per la storia del piccolo centro montano, la cui proprietà passò nelle mani del nobile spagnolo Antonio Quintanas Duegnas, Marchese della Foresta di San Giorgio e Grassetta. La figlia Melchiora, sua erede diretta, sposò Ferdinando de Toledo che risollevò le sorti di Floresta e dei suoi abitanti.

Una passeggiata in villa ci darà modo di riflettere su quanto sembri impossibile che in un’isola come la Sicilia pulsi un cuore che profuma di muschio, illuminato dai raggi del sole che filtrano tra i rami di aceri e querce secolari. Eppure è così, e raggiungendo Contrada Giuffré, a circa 8 km dal centro abitato, la realtà supera ogni aspettativa. Ci immergeremo in un’ambiente estremamente ricco di attrazioni naturali, sentieri, specie arboree e faunistiche, uno straordinario sottobosco: un’esperienza surreale.

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Sorvola i tetti, attraversa le piazze e immergiti nei centri storici di Raccuja, Ucria e Floresta grazie al tour virtuale interattivo.

Chiesa sant'antonio da padova
chiesa madre sant'anna